Cosa vedere a Gaeta?

Incastonata lungo la Riviera di Ulisse, ai piedi del Monte Orlando, Gaeta è una suggestiva città meta di un gran numero di turisti che vogliono godersi le sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche ma anche scoprire il suo straordinario patrimonio monumentale e storico, infatti, Gaeta non è solo mare e spiagge, vi sono diversi beni culturali da vedere, testimoni di un passato glorioso al centro delle vicende dell’Italia antica fino ai tempi moderni.

Città antichissima, fu meta di assalti ed invasioni per secoli, fino a divenire poi roccaforte borbonica del Regno di Napoli. Per quanto riguarda le origini del suo nome, Virgilio, nell’Eneide, lo fa derivare dal nome di Caieta, la leggendaria nutrice di Enea, la quale fu sepolta in quel luogo dall’eroe traiano durante il suo viaggio lungo le coste laziali. Altre fonti invece lo fanno derivare da Aiete, figlio del dio sole Elio e fratello della nota Maga Circe.

Particolarmente affascinante è il suo centro storico, il quale risulta essere tra quelli più ricchi delle città del Sud Pontino. Passeggiando per le sue stradine si ha la sensazione di fare un vero e proprio viaggio nel tempo, infatti, vi si trovano numerose testimonianze artistiche ed edifici storici, tutti di notevole interesse ed assolutamente da scoprire. Esso si sviluppa intorno al maestoso Castello Angioino-Aragonese, nonché simbolo della città, il quale fu fatto costruire da Federico II di Svevia nel 1227 ed è attualmente costituito da due sezioni appartenenti a periodi diversi: la parte bassa detta Angioina, e quella più elevata detta Aragonese.

Il territorio di Gaeta presenta una notevole quantità di edifici religiosi dal valore storico ed artistico indiscutibile, assolutamente da visitare, il più importante dei quali è sicuramente il bellissimo Duomo, dedicato ai Santi Erasmo e Marciano e alla Santa Maria Assunta. Risalente all’XI secolo, ma dall’interno neoclassico, custodisce varie opere d’arte, tra le quali si segnalano il candelabro pasquale del XII secolo e la cripta, sotto l’altare, nella quale si conservano le reliquie dei santi Erasmo e Marziano. Di notevole bellezza è il monumentale campanile in stile arabo-normanno realizzato su disegno di Nicolò d’Angelo.

Di particolare interesse è anche la Chiesa della Santissima Annunziata, risalente al XIV secolo ma dall’aspetto barocco. La chiesa presenta un bell’interno a navata unica arricchito da pregevoli opere d’arte, tra le quali spiccano una “Crocifissione” di Luca Giordano, un magnifico polittico di Andrea da Salerno e il sepolcro di Enrico Caracciolo. Al suo interno si trova anche la famosa Cappella dell’Immacolata, conosciuta come Grotta d’Oro, una meravigliosa cappella così soprannominata perché presenta una volta a botte realizzata con cassettoni di legno intagliati e dorati.

Tra gli altri edifici religiosi presenti a Gaeta si segnalano: il Tempio di San Francesco, in stile neo-gotico, con un pregevole portale impreziosito da maestose statue; la Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, in stile barocco, il cui interno è dominato dal colore celeste delle pareti; e la Chiesa di San Giovanni a Mare, in posizione prospiciente il porto, che presenta una splendida cupola in stile arabo. Meritano una visita anche: il Mausoleo di Lucio Munazio Planco, monumento di forma cilindrica alto circa 13 metri dal cui spazio antistante si può godere di uno straordinario panorama; e la Montagna Spaccata, una gigantesca frattura nella roccia che la leggenda vuole sia stata provocata dal terremoto verificatosi alla morte di Cristo.

Per chi ama visitare musei si segnalano: il Museo del Centro Storico Culturale, allestito nel complesso monumentale della Santissima Annunziata, dove sono custodite testimonianze pittoriche locali altomedioevali e tardo-gotiche e opere di età rinascimentale e barocca; il Museo Diocesiano, ospitato nel palazzo De Vio, che raccoglie un gran numero di opere provenienti da chiese di Gaeta e della Diocesi; e la Pinacoteca Comunale, ubicata nello storico palazzo San Giacomo, dove si possono ammirare pregevoli opere dei Maestri del Novecento.

 

no replies

Leave your comment